FAIPIEMONTE
VERTENZA DIAGEO, FAI FLAI E UILA SODDISFATTI PER ACQUISTO DA PARTE DI NEWLAT.
“Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’offerta di acquisto vincolante da parte di Newlat dello stabilimento Diageo di Santa Vittoria d’Alba, che garantirà la piena continuità occupazionale e produttiva. Inoltre, esprimiamo apprezzamento per il fatto che la proprietà dello stabilimento ritornerà italiana. Dopo tanti mesi di incertezza i lavoratori possono finalmente guardare con più serenità al loro futuro”.
Lo dichiarano Fai, Flai e Uila in seguito all’annuncio reso noto dall’advisor della Diageo dell’acquisto dello stabilimento di Santa Vittoria d’Alba da parte della Newlat, nel corso dell’incontro che sì è svolto oggi, presso il Mimit, al quale hanno partecipato i rappresentanti nazionali, territoriali e le Rsu dei sindacati, i vertici dell’azienda, la direzione generale del Mimit, il Ministero del lavoro, la Regione Piemonte ed il Senatore Giorgio Maria Bergesio.
Il confronto proseguirà domani presso il ministero del Lavoro, e successivamente a livello territoriale, per approfondire le modalità, i tempi dell’acquisizione e i contenuti del Piano industriale.
II Congresso Terra Viva Piemonte elegge Ivana Alario Presidente
22 aprile 2025 Ufficio Stampa Terra Viva – Si è tenuto oggi a Nizza Monferrato (AT) il secondo congresso di Terra Viva Piemonte, al termine del quale è stata eletta Presidente regionale Ivana Alario con vicepresidenti Antonella Urban e Michela Penna.
“L’agricoltura – ha affermato nella sua relazione la Presidente Alario – rappresenta un presidio sociale, ambientale e strategico, per questo dobbiamo costruire insieme un futuro agricolo più equo, sostenibile, dignitoso. Lo stato di salute dell’agricoltura piemontese – ha aggiunto Alario – ha risentito delle incertezze internazionali a livello geopolitico e commerciale, con il rincaro delle materie prime e molteplici volubilità dal punto di vista climatico. Abbiamo oltre 43.400 aziende e una superficie coltivata di 900 mila ettari, di cui seminativi al 63%, prati permanenti e pascoli al 26%, colture permanenti all’11%, in prevalenza viti e frutteti. Gli addetti del comparto agricolo negli ultimi cinque anni sono scesi del 2,8%, da 71.641 a 69.665: fondamentale migliorare il mercato del lavoro, le competenze, incentivare il ricambio generazionale tra gli imprenditori agricoli, e per farlo dobbiamo continuare a tessere alleanze e sinergie per interloquire meglio con le istituzioni locali, regionali e nazionali”.
Insieme a dirigenti, produttori e operatori hanno preso parte ai lavori il Segretario Generale Fai Cisl nazionale Onofrio Rota, il Segretario Generale della Cisl Piemonte Luca Caretti e il Segretario Generale della Fai Cisl regionale Emilio Capacchione.
Le conclusioni sono state affidate al Presidente nazionale di Terra Viva, Claudio Risso: “Identità e visione – ha detto il leader dell’associazione – sono due obiettivi fondamentali di questa fase congressuale. Il Piemonte rappresenta una parte importante della nostra associazione, che permette di rafforzare la nostra identità, ben caratterizzata e ben inserita nell’azione della Fai, e la visione, per un’agricoltura sostenibile, etica, responsabile ma anche redditizia e attrattiva. L’Italia è un insieme di piccole e medie imprese e sono queste che fanno la forza del nostro sistema Paese. Lo scorso anno abbiamo dato vita a delle campagne di ascolto per gli agricoltori italiani, e la lamentela più frequente riguardava proprio la troppa burocrazia. Dobbiamo lavorare assieme per ridurla e al contempo favorire il ricambio generazionale affinché il comparto sia sempre più valorizzato. Attorno a Terra Viva vogliamo, inoltre – ha aggiunto Risso – aggregare forze economiche, sociali, istituzionali, per un vero e proprio ‘manifesto della nuova agricoltura’, perché sia considerata a tutti gli effetti un ‘bene comune’. Per fare questo è necessario che tutta la filiera sia equa, e garantisca il giusto reddito, lavoro di qualità, prodotti sani e sicuri”.


VIII Congresso Fai-Cisl Piemonte, Emilio Capacchione confermato segretario generale
Si è svolto a Nizza Monferrato in provincia di Asti l’ottavo congresso della Fai-Cisl Piemonte, al termine del quale il Consiglio generale ha confermato
Segretario generale Emilio Capacchione ed eletto al suo fianco in segreteria Tommaso Bonaveri e Maria Giovanna Griseri.
L’iniziativa è stata l’occasione per un confronto approfondito tra delegati, operatori, dirigenti sindacali, istituzioni locali e regionali, parti sociali, per focalizzare le azioni di tutela per i lavoratori agricoli e dell’industria alimentare, della forestazione, dei consorzi di bonifica, dell’acquacoltura e del tabacco; settori ben presenti in Piemonte, in cui la Fai vanta oltre 10mila iscritti, e che anche nel 2024 si è confermata come una delle regioni più dinamiche della filiera agroalimentare nazionale.
Molti temi europei e internazionali al centro della relazione di Capacchione, dato l’impatto delle tensioni geopolitiche sull’agroalimentare nazionale e regionale.
Tra le priorità, per il sindacalista, la salute e sicurezza, “più acquisita nelle realtà dell’industria alimentare ma ancora troppo poco nel lavoro agricolo”, e l’inclusione dei lavoratori stranieri, che svolgono un ruolo determinante nel made in Italy agroalimentare: “In Piemonte – ha detto in proposito – sono diversi i protocolli e le intese raggiunte a livello locale per gestire i flussi stagionali, ma la loro applicazione spesso fatica a partire per mancanza di fondi per l’edilizia e l’accoglienza, così assistiamo all’inaccettabile nascita di baraccopoli e fenomeni di illegalità, per questo rivendichiamo la necessità di attivare tavoli regionali sul caporalato e sull’immigrazione. I lavoratori immigrati che si rivolgono a noi – ha
aggiunto Capacchione – mostrano tutti gli stessi bisogni, alloggi, permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, richieste di cittadinanza, in questo le istituzioni devono sostenerci nel nostro ruolo di corpi intermedi fondamentali per garantire un’inclusione concreta e un mercato del lavoro più efficiente”. Altra priorità, per Capacchione, la situazione contrattuale: “I risultati ottenuti nei rinnovi di tutti i contratti provinciali agricoli, con un aumento medio del 6,2% – ha detto il sindacalista – sono la dimostrazione che il settore in Piemonte ha marginalità di guadagno e merita dunque risposte adeguate”.
Durante i lavori, presieduti da Tiziana Mascarello, componente della Segreteria della Cisl Cuneo, è stato anche dedicato un minuto di silenzio alla scomparsa di Papa Francesco. Tra i partecipanti all’evento, anche il Segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti, che ricordando alcune importanti vertenze regionali ha sottolineato: “La Federazione ha dimostrato di interpretare in pieno lo spirito cislino del sindacato libero, autonomo, pragmatico, concentrato nel dare risposte concrete ai lavoratori, un approccio coerente che assieme alle altre categorie ha premiato la Cisl regionale con un’ulteriore crescita di oltre 3mila iscritti nell’ultimo anno, cosa non scontata in tempi di populismo sindacale e approcci ideologici al mondo del lavoro”.
Gli interventi si sono conclusi con il Segretario generale della Fai-Cisl nazionale, Onofrio Rota, che sottolineando i timori per l’introduzione dei dazi voluti da Trump ha affermato: “L’impatto solo per l’agroalimentare piemontese metterebbe a rischio 5mila addetti per ogni 10% di export perso,
un peso che va inquadrato all’interno di un settore che in regione occupa 120mila lavoratori in 52mila aziende, mentre a livello nazionale rischiamo danni per quasi due miliardi di euro: va evitato che siano i lavoratori a pagare il conto, per questo servono risposte concertate per evitare guerre commerciali ed è importante farlo attraverso un’Europa realmente unita e coesa, guardando agli Usa ma anche a nuovi mercati che garantiscano criteri di reciprocità a tutela di imprese, lavoro, ambiente, sicurezza alimentare”.
Tra i temi affrontati dal leader della categoria, le preoccupazioni per le dinamiche demografiche: “Entro il 2040 – ha sottolineato Rota – avremo 4 milioni di lavoratori in meno, bisogna agire subito per costruire un sistema pensionistico adeguato, per garantire un sistema sanitario pubblico come quello inaugurato con Tina Anselmi nel 1978, per costruire una società accogliente e inclusiva per i lavoratori stranieri, inoltre mancano politiche concrete per le aree interne, che continuano a spopolarsi con gravi danni alla prevenzione del dissesto idrogeologico e al presidio agroambientale, per cui proponiamo una fiscalità di vantaggio per incentivare l’attrattività di quei territori verso giovani e imprese”. In conclusione Rota ha ricordato la legge approvata alla Camera sulla partecipazione dei lavoratori nelle imprese: “Una conquista partita dal basso con la raccolta firme della Cisl, a maggio giungerà in aula in Senato e dopo la sua approvazione definitiva dovrà essere attuata concretamente in ogni luogo di lavoro anche nei nostri settori, per costruire un vero protagonismo dei lavoratori e un sindacato motore di
cambiamento”.
Vinitaly, Risso (Terra Viva): “Con dazi Usa agricoltura italiana a rischio, puntare su un patto di sistema e su giovani, inclusione e competenze”
Ufficio Stampa Terra Viva – 09 aprile 2025. Ultimo giorno al Vinitaly per Terra Viva con i vini dei propri produttori, un bilancio positivo che ha visto un aumento di partecipazione e di apprezzamento per lo stand, per la qualità dei vini e la rappresentanza territoriale, che contraddistingue l’impegno che Terra Viva ha per le sue aziende agricole, impegno che sarà rilanciato anche in occasione del II° Congresso Nazionale di Terra Viva, il 3 giugno a Bologna, dove sarà realizzata la prima mostra mercato di Terra Viva, con tanti prodotti di eccellenza made in Italy in vendita.
Tra le priorità dell’associazione dei liberi produttori agricoli della Cisl, rimane inevitabilmente le questione dei dazi Usa: “Davanti ai provvedimenti protezionistici dell’amministrazione Trump – ha ribadito il Presidente Claudio Risso incontrando il ministro Lollobrigida – serve una risposta europea che metta al riparo il nostro sistema agroalimentare, asset strategico per la sicurezza alimentare e la tutela dei nostri territori: l’agricoltura europea rischia perdite per 4 miliardi, per Confindustria in Italia perderemo 20 miliardi in due anni e per la Cisl sono a rischio oltre 60mila posti di lavoro l’anno, non possiamo agire con una logica attendista, mai come ora si è reso necessario un patto di sistema che unisca imprese agricole, istituzioni e parti sociali per tutelare gli scambi con gli Usa e nel contempo guardare a nuovi mercati affidabili in termini di reciprocità e vicinanza geopolitica”.
“Siamo in prima linea – ha aggiunto Risso – per dare voce alle aziende agricole che rappresentiamo, che sono espressione dei nostri territori e di tante eccellenze del made in Italy che da oggi con i nuovi dazi rischiano non poco. Dati Ispi fanno notare che sia per l’Italia, come per l’Ue, le esportazioni verso gli Stati Uniti pesano circa il 3% del Pil, ma noi siamo più esposti sui prodotti finiti (19% delle esportazioni, contro l’11% europeo) e nell’alimentare (11% contro il 5%). L’impatto dei dazi andrà quindi calibrato a seconda dei prodotti più colpiti. Ma la storia ci insegna che le guerre commerciali non agevolano nessuno, piuttosto potranno generare inflazione e recessione, inoltre favoriscono logiche assistenziali e non stimolano la crescita delle imprese”.
“Questa edizione di Vinitaly – ha affermato infine il Presidente Risso – rappresenta un luogo simbolico ancora più importante da cui partire per una reazione concreta dal settore vitivinicolo, tra i più rilevanti per l’export italiano. Ma nel frattempo sarà determinante continuare a batterci per ottenere più investimenti nella nostra agricoltura puntando soprattutto sul ricambio generazionale, sull’inclusione dei lavoratori stranieri, sulla formazione delle competenze indispensabili alle nostre imprese per crescere e innovarsi”.
ONOFRIO ROTA INCONTRA LECH WALESA: “UNA GIORNATA MOLTO SIGNIFICATIVA”
A Danzica, per rafforzare le relazioni con il sindacato agroalimentare polacco, il Segretario Generale della Fai-Cisl ha avuto l’occasione di incontrare il fondatore di Solidarność, Lech Wałęsa. Un confronto schietto e lungimirante sulle conquiste del passato e sulle prossime sfide, nel delicato scenario internazionale.
Così il Segretario Generale Onofrio Rota a margine dell’incontro con Lech Wałęsa, avvenuto in occasione dello scambio sulle future collaborazioni con i colleghi del Segretariato nazionale dell’industria agroalimentare di Solidarność.
“Ho sempre pensato che alla base delle battaglie portate avanti da Solidarność ci fosse molto dei nostri ideali sindacali, e sia ancora molto attuale, e non scontato, il principio che al centro di tutto ci deve essere sempre la dignità della persona, del lavoratore e il suo diritto ad esprimersi, emanciparsi, organizzarsi liberamente” ha dichiarato il sindacalista.
Proficuo anche l’incontro con Zbigniew Sikorski, Presidente del Segretariato nazionale dell’industria alimentare e dell’agricoltura di Solidarność, con il quale Rota ha condiviso la volontà di rafforzare le relazioni tra Italia e Polonia nel settore agroalimentare. I due leader si sono confrontati sugli aspetti che riguardano la contrattazione nazionale, la centralità della formazione, in particolare sul tema della salute e sicurezza e sulle dinamiche riguardanti i flussi migratori e la mobilità del lavoro.
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE FORESTE, ROTA: “UNA FORESTA CHE NUTRE DEVE ANCHE ESSERE NUTRITA CON IL PRESIDIO DEI LAVORATORI”
“Il sistema forestale è connesso a tre E: ecologia, economia, etica. Perché non c’è prosperità economica senza la cultura, non può esserci crescita senza istruzione e formazione, non può esserci sistema ambientale senza conoscenze tecnicoscientifiche, non può esserci dunque una sana politica pubblica se l’uso del bosco va a danneggiare il suolo, il paesaggio, la fauna di un territorio: in questo senso la foresta va concepita come bene di interesse pubblico”.
Lo afferma il Segretario generale della Fai-Cisl, Onofrio Rota, in un editoriale pubblicato sul quotidiano online Interris in occasione della Giornata internazionale per le Foreste, che ricorre ogni 21 marzo ed è dedicata quest’anno al tema “foreste e cibo”.
“Le nostre foreste – scrive Rota – sono state abbandonate secondo un’idea semplicistica di ambientalismo che nascondeva in realtà una visione ben più materiale: le attività di selvicoltura sono costose e poco redditizie. Ecco perché come sindacato agroalimentare e ambientale chiediamo da tempo una svolta per riformare il lavoro idraulico-forestale riconoscendone il valore produttivo e nel contempo di interesse pubblico, seppure nell’ambito di un contratto di natura privata che non gravi sulle pubbliche amministrazioni ma, al contrario, diventi fattore di sviluppo sostenibile, tutela del territorio, crescita delle filiere energetiche e del legno, del turismo, dell’artigianato”.
“Senza le conquiste contrattuali – afferma il sindacalista, ricordando la piattaforma per rinnovare il Ccnl idraulico forestale scaduto nel 2024 – è inimmaginabile una politica forestale realmente moderna e sostenibile, capace di integrarsi perfettamente con la transizione dall’economia lineare a quella circolare e con quei 3,1 milioni di occupati che, secondo Symbola e Unioncamere, sono legati già, in Italia, a una professione verde, il 13,4% del totale. Non lasciamo che le gravi crisi che stiamo vivendo facciano passare in secondo piano le priorità del lavoro, in particolare quello agroalimentare e quello ambientale, dai quali dipendono la nostra sussistenza e la vita stessa del pianeta, e ricordiamo sempre che una foresta che nutre, deve anche essere nutrita e curata con il presidio umano dei lavoratori e delle lavoratrici”.
Intervento completo: https://www.interris.it/editoriale/una-foresta-che-nutre-deve-anche-essere-nutrita-e-curata-con-il-presidio-umano
DAZI, ROTA: “CI RIPORTANO NEL SECOLO SCORSO, TEMIAMO EFFETTI SUL LAVORO AGROALIMENTARE”
l Segretario generale della Federazione cislina intervistato da Il Diario del Lavoro: “Mai come ora abbiamo avuto bisogno di rilanciare il sogno degli Stati Uniti d’Europa”
“Con i dazi ripiombiamo nel secolo scorso, le barriere commerciali alla lunga non fanno bene a nessuno, ora quello che non dobbiamo fare come Europa è dividerci, pensando che ogni paese possa trattare separatamente con Trump”. Lo afferma il Segretario generale della Fai-Cisl, Onofrio Rota, in un’intervista al quotidiano online Il Diario del Lavoro sull’impatto dello scenario internazionale sul lavoro agroalimentare italiano.
“Dobbiamo evitare – afferma il sindacalista – che un rapporto più stretto tra Meloni e Trump possa metterci in cattiva luce con i partner europei: teniamo sempre a mente che verso la Francia esportiamo il 6,7% del nostro agroalimentare, il 4,7% verso la Spagna e il 2,5% è destinato alla Germania. Non possiamo permetterci di essere isolati in Europa sul piano politico e commerciale, anzi, mai come ora abbiamo avuto bisogno di rilanciare il sogno degli Stati Uniti d’Europa”.
“Chiediamo alle imprese di mettersi in moto – aggiunge Rota – per evitare che siano i lavoratori a dover pagare il peso dei dazi, tutelando l’occupazione e guardando ad altri mercati, ma vogliamo che ci sia reciprocità nei rapporti commerciali e il rispetto di una clausola sociale, sul modello della Pac, per evitare, come avvenuto nella pesca, di importare cibo da paesi che non rispettano il lavoro e l’ambiente”.
Intervista completa: https://www.ildiariodellavoro.it/rota-fai-cisl-i-dazi-di-trump-ci-riportano-nel-secolo-scorso-colpita-la-spina-dorsale-del-nostro-export-temiamo-gli-effetti-sul-lavor
Diageo non torna indietro: “Santa Vittoria chiuderà nel 2026”. Malgrado le previsioni di crescita

Diageo / Per sei mesi occupazione garantita, intanto si cerca un acquirente per l’impianto di Cinzano
SANTA VITTORIA D’ALBA Nella mattinata di martedì 14 gennaio si è tenuto l’incontro tra i vertici aziendali di Diageo, Confindustria e le delegazioni sindacali.
Erano presenti le rappresentanze sindacali e le segreterie di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, l’amministratore delegato Rossotto Simone, il responsabile delle risorse umane Tortone Alberto e Mair Adam in qualità di manufacturing director Diageo oltre a Confindustria Cuneo.
Fino al 30 giugno occupazione garantita a tutti
L’azienda ha fornito i dati relativi ai volumi di produzione che si andranno a realizzare fino al 30 giugno 2025 chiarendo che fino a tale data l’occupazione a prescindere dai volumi sarà garantita a tutti, specificando che comunque la data per la chiusura definitiva resta quella di giugno 2026.
Inoltre l’azienda ha annunciato che il piano sociale verrà inviato nella giornata del prossimo 24 gennaio 2025.
Diageo cerca un acquirente per l’impianto
La Diageo ha reso noto che per trovare il possibile acquirente si avvarrà di un team interno Diageo e di una agenzia di consulenza esterna di nome Hernst & Young che a partire da questa settimana e per i prossimi sei mesi lavorerà al fine di trovare il possibile acquirente in funzione di un eventuale vendita dell’azienda o di un ramo di essa oppure di una riconversione.
I sindacati chiedono salvaguardie
La Rsu unitamente alle segreterie territoriali ha posto diverse questioni insistendo sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, in merito al processo di acquisizione, sollevando dubbi circa la tempistica espressa e chiedendo puntualizzazioni sul futuro lavorativo degli attuali 349 lavoratori e lavoratrici.
Nel piano sociale verranno inseriti i seguenti punti:
- ricerca attiva di nuove opportunità lavorative all’interno di Diageo;
- ricollocazione in aziende del territorio mediante supporto della fondazione Industriali o e percorsi di outplacement mirati;
- agevolazioni per favorire il pensionamento delle lavoratrici e lavoratori anche medianti strumenti oggi presenti in Italia come, a esempio, opzione donna e quota 103;
- possibilità di incentivi all’esodo su base volontaria.
A questo proposito, le rappresentanze sindacali, a fronte di una richiesta di fiducia verso l’azienda hanno espresso un forte dissenso manifestando tutto il proprio disappunto sulla trasparenza e su come è stata gestita la vertenza a partire dalle motivazioni iniziali.
Solo la presentazione di un piano sociale serio che risponda alla salvaguardia occupazionale ed economiche delle lavoratrici e dei lavoratori potrà riportare il dialogo sui binari di reciproco rispetto.
Come è previsto dalla legge 234/2021 a partire dal 24 gennaio le maestranze unitamente alle parti sociali tutte avranno 120 giorni di tempo per la discussione e l’implementazione del sopracitato piano sociale. Il prossimo incontro è stato calendarizzato per il 13 febbraio 2025. Le Segreterie Provinciali e la Rsu di stabilimento terranno le prossime assemblee il prossimo venerdì.
Fonte: gazzettadalba.it
