Nocciola Piemonte: anche il 2025 non è stata una buona annata.

di FAIPIEMONTE

 

Il raccolto del 2024 è stato in assoluto il peggiore di sempre, dopo 2 anni di siccità e gelate primaverili, le piante hanno subito forti stress e la produzione è calata ai minimi storici di 5 ql/ha circa nel 2024.
In primavera 2025 le previsioni erano più ottimistiche, visto anche un andamento climatico decisamente migliore, ma purtroppo, dati alla mano della raccolta appena terminata (o che sta terminando) in questi giorni, anche la produzione 2025 è stata assai scarsa e si attesta sui 10 ql/ha (nella migliore delle ipotesi) che è si un po’ meglio del 2024 ma assai distante dalle produzioni normali di 30-35 ql/ha!

Il prezzo si aggirerà presumibilmente attorno ai 500 €/ql che non è male però andrà appena a ricoprire le spese.

La coricoltura in Piemonte negli ultimi decenni ha visto un aumento esponenziale di questa coltivazione, che in alcune zone ha soppiantato addirittura la viticoltura, in quanto rese e prezzi erano molto allettanti; le aziende hanno fatto molti investimenti e sono nati diversi centri di conferimento, sgusciatura, essiccazione e lavorazione, e, in pochi anni si è creata una filiera completa in tempi record. Ora, il drastico calo che oscilla tra il 50 ed il 70% in meno delle produzioni degli ultimi 3 anni sta mettendo in ginocchio tutto il settore e si possono già osservare, ad esempio, noccioleti abbandonati, ed in generale tutto il settore sta perdendo “appetibilità”.
Se prima il nemico numero 1 delle nocciole erano le cimici, ed in particolare le cimici asiatiche, oramai quello che preoccupa di più sono le condizioni climatiche che, come avviene oramai da 3 anni, determinano l’improvvisa cascola dei frutti tra giugno e luglio. Le cimici, oramai, con pochi trattamenti mirati, è facile tenerle sotto controllo, ma, contro la cascola si può fare poco.
Gelate tardive, primavere molto piovose seguite da siccità estrema fino ad agosto sono i fattori principali che influenzano la cascola.
Se la primavera è clemente (come quest’anno) gli impianti dotati di irrigazione a goccia sono quelli che sono riusciti ad avere delle produzioni abbastanza buone e quindi a superare il problema della siccità, ne consegue, che chi vorrà continuare ad investire nel comparto delle nocciole dovrà prendere in considerazione l’allestimento di impianti irrigui con tutto ciò che ne concerne (creazione di pozzi, bacini, raccolte di acqua piovana, ecc…)

Terra Viva Piemonte

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