La vendemmia 2025 in Piemonte è già in pieno svolgimento, in quanto è anticipata rispetto ad altre annate. Il Moscato ed i bianchi sono i primi ad essere raccolti, seguiranno poi i rossi come la Barbera, il Grignolino, il Barolo e così via.
L’annata, dal punto di vista qualitativo promette bene, mentre dal punto di vista quantitativo si notano criticità dovute al clima.
I consorzi hanno chiesto riduzioni di rese, che la Regione ha approvato e trasformato in “provvedimenti vendemmiali” e che sono quindi obbligatori per la campagna in corso.
Le RESE sono le seguenti:
– Asti e/o Moscato d’Asti: 90 ql/ha docg – 5 ql/ha di stoccaggio – 30 ql/ha di supero di cui 18 ql/ha rivendicabili come mosto aromatico da uve moscato
– Langhe Nebbiolo e Barbera d’Alba: 90 ql/ha docg – 18 ql/ha supero
– Barbera d’Asti: 85 ql/ha docg – 17 ql/ha supero di cui 5 ql/ha si possono destinare a Piemonte Barbera
– Brachetto d’Acqui: 80 ql/ha docg – 16 ql/ha di supero di cui 5 come mosto aromatico da uve brachetto.
Secondo le stime di Assoenologi ed Ismea, l’Italia si conferma la primo posto Mondiale come produttore di vino seguita da Francia e Spagna, ed in questo scenario il Piemonte è in crescita (nonostante le minori rese) del 5% rispetto al 2024.
Il problema principale sono le giacenze di cantina, purtroppo la situazione dei Dazi non fa migliorare gli export e di conseguenza ci sono ancora molti ettolitri stoccati del 2024, questo purtroppo incide sui prezzi, e come sempre, le somme si tireranno a vendemmia conclusa.
